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lunedì 28 marzo 2016

Un papà si oppone alla vocazione della figlia

Pubblico la lettera di una ragazza.

Carissimo D. 
                          Ti mando un saluto e ti scrivo per raccontati la mia situazione. Mi chiamo [...], ho 21 anni e sono siciliana. In realtà seguo il tuo blog davvero da poco tempo.. Forse da un mese e qualche giorno.. E devo dire che è molto interessante, una parte di me è molto felice di sapere che ci sono altre persone che riescono a capire la cosa più importante della nostra esistenza, anzi, un dono bellissimo! 

Ti racconto di me che per capire il vero senso della vita ci ho messo parecchio tempo. Io sono sempre stata alla ricerca della felicità, ma prima ero davvero tutta un'altra persona.. Cercavo la felicità solo nelle cose materiali, ero molto distante dal signore, non andavo MAI a messa ero convinta che per essere felice dovevo avere tante cose. Volevo assomigliare a tutte le ragazze: le imitavo, così magari anche io avrei avuto il mio ragazzo. Alla fine il ragazzo lo avevo avuto.. Ma con lui non mi sentivo me stessa, era come se io recitassi e non mi sentivo felice, quella non era la cosa che volevo, ero sicura che la felicità fosse ben altra cosa. In realtà ho sempre pensato che il matrimonio non è la mia vocazione. 

Così un paio di mesi fa ho avuto la fortuna di rientrare, dopo tanto tempo, dentro la chiesa del signore.. Ed è stato bellissimo: Provai un forte senso di pace, all'improvviso mi sentì amata e il mio cuore iniziò a battere sempre più forte. E quel giorno pregai davvero tanto, come non avevo mai fatto.. E da quel giorno io sono cambiata molto, e adesso penso che senza il signore al mio fianco tutto sembrerebbe buio, perché lui ha dato vita alla mia vita che non aveva senso. Penso che consacrarmi alla vita religiosa sarebbe la cosa più bella, e mi sentirei davvero felice, ma purtroppo ho dei genitori che non frequentano molto la chiesa, mio padre è il classico "padre padrone" e vuole a tutti i costi che io mi sposi. (Avere una figlia suora o monaca per lui é una cosa pesante) Ecco perché lui non sa niente di queste mie intenzioni.. A volte faccio fatica ad andare in chiesa o semplicemente pregare in pace, perché lui non vuole che faccio queste cose e in questo periodo soffro parecchio, mi dice spesso che sono diventata pazza, oh per fortuna ho il signore sempre al mio fianco.

A volte mi rinchiude in casa per non farmi andare a messa, o mi disturba continuamente quando prego nella mia camera. In poche parole, purtroppo riesco a dedicare solo poco tempo alla preghiera.. Perché non posso stare un'attimo in pace, mi sento sempre più costretta ad allontanarmi da Dio, ma io non mollo, perché per me é la cosa più importante che ho. 

Tutti i giorni, prego perché il signore mi aiuti e mi dia la forza di reagire una volta per tutte.. Vorrei che questa storia finisca al più presto, perché ho voglia di vivere pienamente in Dio e per Dio! Voglio conservare per sempre la mia verginità, voglio aiutare gli altri e rendermi utile per tutti.. E finalmente dare un senso alla mia vita, quel senso che io ho sempre cercato per molto tempo. 

Vorrei far capire a mio padre quanto è importante per me prendere questa strada, non voglio più perdere tempo a continuare a recitare quella che non sono.. Ma non so proprio da dove partire, mi farebbe piacere ricevere anche uno dei tuoi consigli, e spero di riuscire a risolvere la situazione, al più presto. 

Ho già scritto tanto, continuerò a seguire il tuo blog e voglio anche abbracciare "virtualmente" tutte le bellissime persone che ti scrivono. 

Un abbraccio anche a te, che sei così caro e disponibile. 
Ti auguro tanta pace. 


Ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale intrapreso. Per amore di Gesù Cristo devi essere disposta a tutto, anche a subire l'opposizione di amici e parenti. L'amore con amor si paga! Sappi che circa l'elezione dello stato di vita sei assolutamente libera, nessuno deve azzardarsi a costringerti a fare una cosa che tu non vuoi. Diceva Sant'Alfonso che i parenti spesso sono i peggiori nemici delle vocazioni. Se tu ti senti chiamata alla vita religiosa, sarebbe un grosso errore se qualcuno volesse impedirti di entrare in convento o in monastero. Bisogna fare la volontà di Dio, costi quel che costi. Se il Signore nella sua infinita misericordia ti ha concesso l'immensa grazia della vocazione religiosa, devi esultare di gioia e corrispondere presto al suo amore. Sappi che le ragazze maggiorenni possono diventare suore anche se i genitori sono contrari. Quindi non devi preoccuparti dell'opposizione di amici e parenti; l'unica cosa davvero importante è fare la volontà di Dio. Sant'Alfonso Maria de Liguori sconsiglia di confidarsi coi parenti al riguardo della vocazione religiosa, perché in genere essi tentano di dissuadere. Purtroppo, le persone del mondo fanno fatica a capire questi discorsi. Quando andrai a fare un'esperienza vocazionale in convento, potrai dire ad amici e parenti che andrai a fare un "ritiro spirituale". Non si tratta di una bugia (nemmeno veniale) perché in effetti un'esperienza vocazionale è anche una sorta di ritiro spirituale.

Ti incoraggio a continuare a riflettere sullo stato di vita da eleggere. Spero con tutto il cuore che Gesù buono voglia prenderti presto tutta per Sé, "catturandoti" in un convento o monastero fervoroso e osservante.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter