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mercoledì 9 novembre 2011

Odiare il matrimonio?

Ogni tanto mi scrive qualcuno per dirmi che è bene incoraggiare le vocazioni religiose, ma non bisogna denigrare il matrimonio. Ovviamente sono pienamente d'accordo su ciò, tra l'altro ho enorme stima dei coniugi autenticamente cristiani come i genitori di Santa Teresa di Lisieux. Il matrimonio è un sacramento, pertanto sarebbe peccato grave denigrarlo. Io ho un grande rispetto per il sacramento del matrimonio, e non vorrei che qualcuno fraintendesse le mie affermazioni al riguardo. Io aderisco pienamente a quel che hanno insegnato in proposito Dottori della Chiesa come Sant'Alfonso Maria de Liguori e San Giovanni Crisostomo. Ecco quel che scrisse Sant'Alfonso a un giovane indeciso sullo stato di vita da eleggere: "Alla fine della vostra lettera volete da me sapere se nel caso che non aveste lo spirito di entrare in religione, sarebbe meglio l'ammogliarvi, come vogliono i parenti [...]. Rispondo: Lo stato coniugale io non posso consigliarvelo, mentre s. Paolo non lo consiglia ad alcuno, se non quando vi fosse la necessità per causa d'una abituale incontinenza, la quale necessità tengo per certo che non vi sia per voi."
Ecco quel che diceva San Giovanni Crisostomo nelle sue splendide omelie sulla verginità: “sono convinto che la verginità è molto più pregevole del matrimonio, ma non per questo considero il matrimonio una cosa cattiva: anzi, lo lodo molto. Per coloro che intendono farne un buon uso, esso è il porto della continenza, giacché impedisce alla natura d'inferocirsi. [...] Ci sono però alcuni che non hanno bisogno di questa protezione: invece di ricorrere ad essa, placano le follie della natura con i digiuni, con le veglie, con il dormire per terra e con altri duri esercizi. Pur non vietando il matrimonio, io esorto questi ultimi a non sposarsi. […] La verginità è bella? Son d'accordo anch'io. E' superiore al matrimonio? Ammetto anche questo. Se vuoi, per dare un'idea della misura della sua superiorità, posso citare come esempi la superiorità del cielo sulla terra, o quella degli angeli sugli uomini; se poi dovessi esprimermi in modo più ardito, direi che si tratta di una superiorità ancora maggiore. E' vero infatti che gli angeli non sposano né vengono sposati: ma essi non sono strettamente uniti alla carne ed al sangue, non soggiornano sulla terra, non devono sopportare una moltitudine di desideri, non hanno bisogno di cibi e bevande, non possono essere blanditi da un dolce canto né impressionati da una visione stupenda o da altre simili cose.”
Spero di aver chiarito che il mio pensiero circa il sacramento del matrimonio l'ho appreso da grandi Dottori della Chiesa.