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venerdì 22 giugno 2018

Un papà si oppone alla vocazione della figlia

Pubblico la lettera di una ragazza.

Carissimo D. 
                          Ti mando un saluto e ti scrivo per raccontati la mia situazione. Mi chiamo [...], ho 21 anni e sono siciliana. In realtà seguo il tuo blog davvero da poco tempo.. Forse da un mese e qualche giorno.. E devo dire che è molto interessante, una parte di me è molto felice di sapere che ci sono altre persone che riescono a capire la cosa più importante della nostra esistenza, anzi, un dono bellissimo! 

Ti racconto di me che per capire il vero senso della vita ci ho messo parecchio tempo. Io sono sempre stata alla ricerca della felicità, ma prima ero davvero tutta un'altra persona.. Cercavo la felicità solo nelle cose materiali, ero molto distante dal signore, non andavo MAI a messa ero convinta che per essere felice dovevo avere tante cose. Volevo assomigliare a tutte le ragazze: le imitavo, così magari anche io avrei avuto il mio ragazzo. Alla fine il ragazzo lo avevo avuto.. Ma con lui non mi sentivo me stessa, era come se io recitassi e non mi sentivo felice, quella non era la cosa che volevo, ero sicura che la felicità fosse ben altra cosa. In realtà ho sempre pensato che il matrimonio non è la mia vocazione. 

Così un paio di mesi fa ho avuto la fortuna di rientrare, dopo tanto tempo, dentro la chiesa del signore.. Ed è stato bellissimo: Provai un forte senso di pace, all'improvviso mi sentì amata e il mio cuore iniziò a battere sempre più forte. E quel giorno pregai davvero tanto, come non avevo mai fatto.. E da quel giorno io sono cambiata molto, e adesso penso che senza il signore al mio fianco tutto sembrerebbe buio, perché lui ha dato vita alla mia vita che non aveva senso. Penso che consacrarmi alla vita religiosa sarebbe la cosa più bella, e mi sentirei davvero felice, ma purtroppo ho dei genitori che non frequentano molto la chiesa, mio padre è il classico "padre padrone" e vuole a tutti i costi che io mi sposi. (Avere una figlia suora o monaca per lui é una cosa pesante) Ecco perché lui non sa niente di queste mie intenzioni.. A volte faccio fatica ad andare in chiesa o semplicemente pregare in pace, perché lui non vuole che faccio queste cose e in questo periodo soffro parecchio, mi dice spesso che sono diventata pazza, oh per fortuna ho il signore sempre al mio fianco.

A volte mi rinchiude in casa per non farmi andare a messa, o mi disturba continuamente quando prego nella mia camera. In poche parole, purtroppo riesco a dedicare solo poco tempo alla preghiera.. Perché non posso stare un'attimo in pace, mi sento sempre più costretta ad allontanarmi da Dio, ma io non mollo, perché per me é la cosa più importante che ho. 

Tutti i giorni, prego perché il signore mi aiuti e mi dia la forza di reagire una volta per tutte.. Vorrei che questa storia finisca al più presto, perché ho voglia di vivere pienamente in Dio e per Dio! Voglio conservare per sempre la mia verginità, voglio aiutare gli altri e rendermi utile per tutti.. E finalmente dare un senso alla mia vita, quel senso che io ho sempre cercato per molto tempo. 

Vorrei far capire a mio padre quanto è importante per me prendere questa strada, non voglio più perdere tempo a continuare a recitare quella che non sono.. Ma non so proprio da dove partire, mi farebbe piacere ricevere anche uno dei tuoi consigli, e spero di riuscire a risolvere la situazione, al più presto. 

Ho già scritto tanto, continuerò a seguire il tuo blog e voglio anche abbracciare "virtualmente" tutte le bellissime persone che ti scrivono. 

Un abbraccio anche a te, che sei così caro e disponibile. 
Ti auguro tanta pace. 


Ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale intrapreso. Per amore di Gesù Cristo devi essere disposta a tutto, anche a subire l'opposizione di amici e parenti. L'amore con amor si paga! Sappi che circa l'elezione dello stato di vita sei assolutamente libera, nessuno deve azzardarsi a costringerti a fare una cosa che tu non vuoi. Diceva Sant'Alfonso che i parenti spesso sono i peggiori nemici delle vocazioni. Se tu ti senti chiamata alla vita religiosa, sarebbe un grosso errore se qualcuno volesse impedirti di entrare in convento o in monastero. Bisogna fare la volontà di Dio, costi quel che costi. Se il Signore nella sua infinita misericordia ti ha concesso l'immensa grazia della vocazione religiosa, devi esultare di gioia e corrispondere presto al suo amore. Sappi che le ragazze maggiorenni possono diventare suore anche se i genitori sono contrari. Quindi non devi preoccuparti dell'opposizione di amici e parenti; l'unica cosa davvero importante è fare la volontà di Dio. Sant'Alfonso Maria de Liguori sconsiglia di confidarsi coi parenti al riguardo della vocazione religiosa, perché in genere essi tentano di dissuadere. Purtroppo, le persone del mondo fanno fatica a capire questi discorsi. Quando andrai a fare un'esperienza vocazionale in convento, potrai dire ad amici e parenti che andrai a fare un "ritiro spirituale". Non si tratta di una bugia (nemmeno veniale) perché in effetti un'esperienza vocazionale è anche una sorta di ritiro spirituale.

Ti incoraggio a continuare a riflettere sullo stato di vita da eleggere. Spero con tutto il cuore che Gesù buono voglia prenderti presto tutta per Sé, "catturandoti" in un convento o monastero fervoroso e osservante.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter

martedì 13 giugno 2017

Suore di Ostuni

Pubblico un post scritto dalle Carmelitane di Ostuni (Brindisi).


La vita carmelitana è, per vocazione e per missione, vita di preghiera e di unione con Dio, vita che si lascia possedere da Dio Trinità, non solo come intimità verso la beatitudine eterna ma come realtà che si raggiunge sulla terra. Una carmelitana deve essere una specialista della preghiera, perché la vita di preghiera e di unione con Dio costituisce veramente l'ideale e l'anima del Carmelo.  La presenza di Dio è il punto di partenza e la base dell'ideale carmelitana. Anche se Dio resta nella sua luce inaccessibile, l'anima carmelitana, attraverso una fede viva, cerca di incontrarlo e vederlo in ogni cosa e negli avvenimenti gioiosi e dolorosi della vita. Il Carmelo da sempre ha presentato con forza l'ideale di intimità con Dio; conforme ai primi eremiti del monte Carmelo vive in solitudine per contemplare Dio e le cose di Dio. Tutta la nostra vita carmelitana è: "Vivere nell'Ossequio di Gesù Cristo e servire Lui fedelmente con cuore puro e totale dedizione". Per arrivare all'ideale occorrono dei mezzi, soprattutto di carattere ascetico. Infatti l'ideale ascetico del Carmelo è tener compagnia a Dio conversando amichevolmente con il Signore. Il Carmelo propone dei mezzi che facilitano l'intimità con Dio: la preghiera, la solitudine, il raccoglimento e la mortificazione. Al Carmelo il posto d'onore spetta alla contemplazione, vivendo sempre alla presenza di Dio divisi in diversi momenti di orazione mentale.  Sant'Elia ce lo insegna: "Viva il Signore Dio d'Israele alla cui presenza io sto" ( 1Re 17,1), è un aiuto efficace per vivere tutta la giornata alla Presenza di Dio.  L'orazione al Carmelo un carattere ben definito: Intimità ed affetto. Più concretamente è uno scambio di amore tra l'anima e Dio. Per chi è chiamato al Carmelo deve vivere queste due realtà: il mistero e la presenza di Dio.  Un altro punto importante per il Carmelo è il raccoglimento perché è impossibile la preghiera contemplativa senza il raccoglimento interiore. Il raccoglimento esterno deve corrispondere al raccoglimento interiore, senza questo l'anima si illude di incontrare Dio. La spiritualità carmelitana insegna a cercare Dio nel fondo dell'anima; per cui si ritiene necessario il distacco dalle realtà esteriori, la solitudine e il silenzio.  


L'unione con Dio è un ideale pieno di fascino, ma la via per giungervi è aspra e stretta. Solo quando è libera da ogni affetto di creature, da ogni capriccio o ricerca di gusti personali, l'anima diventa "un 'altare su cui Dio, viene adorato con amore e una lode pura" ( San Giovanni della Croce, Salita 1,5-7). Per chi è chiamato al Carmelo la strada è segnata da queste caratteristiche: silenzio, solitudine, raccoglimento, mortificazione, intimità con Dio; è solo questa dovesse costargli  la vita (P. Anastasio Ballestrero).  La vocazione ci aiuta a sentirci al nostro posto; dove e come il Signore ci vuole. L'insegnamento della spiritualità carmelitana riconosce il primato dell'amore sopra ogni altra cosa, e a questo primato ispira tutte le sue manifestazioni. La vita del Carmelo è amore: amore che contempla, amore che si dona.  Il carmelitano dinanzi all'unione con Dio e alla contemplazione, non può avere mai un atteggiamento né di diffidenza né di indifferenza. Il desiderio dell'unione perfetta è una delle esigenze della vocazione carmelitana. 

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Coloro che desiderano contattare le Carmelitane di Ostuni, possono scrivere al seguente indirizzo:     carmelitaneostuni@gmail.com

giovedì 23 febbraio 2017

Vocazione missionaria


A San Francesco Saverio, eroico missionario in Asia, mentre un giorno stava evangelizzando un gruppo di giapponesi, gli venne chiesto per quale motivo il Signore, pur essendo infinitamente buono, aveva atteso oltre 1500 anni prima di inviare dei missionari ad evangelizzare il loro popolo. Il zelantissimo San Francesco Saverio rispose che Dio aveva chiamato degli uomini a svolgere questa missione, ma costoro non hanno voluto seguire la divina vocazione.

Se nel mondo su 7 miliardi di persone i non cristiani sono circa 5, penso anche io che la colpa sia in gran parte di coloro che avevano la vocazione missionaria, ma non hanno voluto seguirla. Oggi il bisogno di numerosi e santi missionari è divenuto ancora più urgente, perché è necessario rievangelizzare anche tanti cristiani che vivono in maniera praticamente pagana, senza interessarsi delle cose spirituali e dell'importantissima questione della salvezza dell'anima.

Sono numerosi i vescovi che chiedono alle Servidoras di aprire una missione nella propria diocesi, ma nonostante abbiano molte vocazioni non è possibile accontentare tutte le richieste, c'è bisogno di ancora più vocazioni.

Spero che tra le lettrici di questo blog ci siano delle donne che amano ardentemente Cristo e desiderano donargli la propria vita abbracciando la vita religiosa per dedicarsi all'apostolato missionario. Se nel vostro cuore sentite che Gesù buono vi sta chiamando a divenire sue spose, non esitate a rispondere in maniera affermativa, contattate subito qualche buon istituto religioso per fare un'esperienza vocazionale di alcuni giorni in convento. Se volete contattare le Servidoras, sappiate che queste suore saranno felici di accogliervi a braccia aperte.

giovedì 16 febbraio 2017

Innamorarsi di Dio

Tempo fa, una delle numerose studentesse universitarie che frequentano questo blog, mi ha confidato di sentirsi innamorata...

Caro D., in questi giorni più che mai, mi sento innamorata del nostro Gesù!

Spesso ho pensato di scriverti, perchè è davvero edificante leggerti ogni mattina, dopo la preghiera, quasi a conclusione della preghiera stessa, prima di cominciare la giornata.

[...] se puoi, ricordati di me nelle tue preghiere.

grazie ancora!

(Lettera firmata)

Cara sorella in Cristo,
                                   mi ha fatto molto piacere sapere che sei ancora innamoratissima di Gesù buono. In questi mesi in cui non ho ricevuto più tue notizie ho temuto che il tuo pellegrinaggio in Francia fosse andato male e che non avessi più il desiderio di donarti a Dio. Volevo scriverti per sapere se andava tutto bene, ma non l'ho fatto per non essere invadente. Sono contento che frequenti ogni giorno questo blog sulla vocazione religiosa. In effetti mi sforzo di pubblicare quotidianamente almeno un post, proprio per aiutare i lettori a riflettere ogni giorno sulla vocazione. Il nemico del genere umano vorrebbe che pensiate ad altro (beni materiali, divertimenti, successo e vanità varie) e che vi dimentichiate della vita religiosa. Bisogna contrastare questa pericolosa tentazione!

Ti confesso che mi dispiacerebbe un po' se venissi a sapere che hai donato il tuo cuore a qualche uomo della terra. Sì, la mia speranza è che tu possa essere catturata presto da Gesù buono in qualche buon monastero.

Sarebbe bello se potessi partecipare agli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola per poter comprendere meglio quel che il Signore desidera da te. Inoltre, pur sapendo che sei impegnata con gli esami universitari, spero che tu riesca a trovare una settimana di tempo per andare in un monastero per fare un'esperienza vocazionale, cioè fare esperienza di vita religiosa insieme alle suore, così potrai vedere se sei portata per questo genere di vita. Lo spero per il tuo bene! In un monastero fervoroso e osservante, non solo ti sarà facile salvarti l'anima, ma ti sarà facile anche vivere il Vangelo in maniera più profonda, senza avere le preoccupazioni materiali della vita nel mondo.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Corde Regis,

Cordialiter

lunedì 13 febbraio 2017

Suore con abito grigio

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Le donne che sentono nel proprio cuore di avere la vocazione alla vita matrimoniale, ma non riescono a trovare un fidanzato cristiano, possono leggere il seguente annuncio di un ragazzo che sta cercando una donna che sia fedele agli insegnamenti della Chiesa Cattolica. Cliccare qui per leggere l'annuncio.


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Tra gli istituti religiosi in forte espansione vi è quello delle “Serve del Signore e della Vergine di Matarà” che in pochi anni ha superato le 1.000 unità e continua a suscitare sempre più interesse nelle ragazze attratte dalla vita consacrata, basti pensare che hanno circa una novantina di novizie e postulanti, senza contare le aspiranti. È una crescita esponenziale davvero straordinaria. Solo Dio può essere l'artefice di un tale trionfo d'amore!

La maggioranza delle Servidoras (diminutivo spagnolo delle “Serve del Signore e della Vergine di Matarà”) è di vita attiva, ma hanno anche alcuni monasteri di clausura per coloro che si sentono attrarre dalla vita contemplativa. Quelle del ramo di vita attiva combattono la buona battaglia della fede su tutti i fronti: dall'apostolato coi giovani a quello con gli anziani, dalla carità verso i poveri all'apostolato della cultura, dalle missioni estere all'apostolato nelle parrocchie italiane. Si occupano di asili, scuole, editoria, esercizi spirituali, campi estivi, assistenza ai disabili e agli ammalati, apostolato vocazionale, aiuto materiale ai poveri affamati, ecc. Insomma, ovunque c'è bisogno di evangelizzazione, le Servidoras sono presenti con il loro gioioso e fervoroso zelo apostolico.

Padre Carlos Miguel Buela, Fondatore della Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato (della quale le Servidoras rappresentano il ramo femminile), è riuscito a trasmettere a queste suore uno spirito “apostolico” e “missionario” dal quale si rimane facilmente contagiati. Nelle “Serve del Signore e della Vergine di Matarà” noto quella “sete” di salvezza delle anime che avevano anche Sant'Ignazio di Loyola e Sant'Alfonso Maria de Liguori.

A differenza di altri ordini religiosi che non accettano ragazze che hanno raggiunto i 35 anni, le Servidoras accettano candidate di tutte le età, purché abbiano concreti segni vocazionali. Le ragazze che non sono riuscite a trovare un buon direttore spirituale possono ugualmente fare un'esperienza vocazionale presso il loro noviziato di Segni, in provincia di Roma, dove saranno aiutate dalla maestra delle novizie a fare un sano discernimento. Inoltre è possibile trovare una buona guida spirituale in qualcuno dei numerosi sacerdoti del ramo maschile della Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato, i quali hanno ricevuto una buona preparazione dottrinale e spirituale.

Coloro che desiderano abbracciare la vita consacrata in questa famiglia religiosa, oltre ai voti di povertà, castità e obbedienza dovranno emettere anche un quarto voto di schiavitù mariana secondo l'insegnamento di San Luigi Maria Grignon de Montfort. Questo voto consiste in una filiale schiavitù d'amore con la quale ci si dona totalmente a Gesù per mezzo di Maria.

È entusiasmante constatare lo zelo apostolico di questo giovane istituto religioso, spero che il Signore continui ad inondarlo con numerose vocazioni. C'è tanto bisogno di anime che si dedichino all'apostolato, non solo nelle terre di missione, ma anche nella nostra cara Italia sempre più secolarizzata e schiava del neo-paganesimo materialista.

Chi volesse fare un'esperienza vocazionale presso le Servidoras, o volesse semplicemente chiedere informazioni sulla vita consacrata, può mettersi in contatto con queste cordiali e gioiose suore scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica: vocazione@servidoras.org