sabato 19 gennaio 2019

Ricordarsi dell'angelo custode

Una gentilissima lettrice del blog vocazionale mi ha detto che sta leggendo un buon libro sui "novissimi", cioè sulla morte, il giudizio di Dio, sulla pena eterna (inferno) per coloro che muoiono in peccato mortale, e sul premio eterno (paradiso) per coloro che muoiono in stato di grazia. La Sacra Scrittura insegna che chi riflette sui novissimi non peccherà in eterno: «In omnibus operibus tuis, memorare novissima tua, et in aeternum non peccabis» (Sir 7, 40).

Carissimo amico mio e fratello in Cristo,
                                                                         continuo a leggere i tuoi post, perchè (come hai ben scritto qualche giorno fa) è bene nutrirsi spesso di cose spirituali, per chi ha scelto la vita religiosa e deve restare ancora per qualche tempo "fuori" nel mondo... Ultimamente sto leggendo un bel libro di Don Dolindo Ruotolo sui novissimi (dal titolo: "Chi morrà vedrà"), e mi fa tenere il cuore pieno di cose belle, di considerazioni sulla caducità di questa vita terrena, sulla necessità di spendersi per le anime e di fare qualcosa per i tanti e tanti che si perdono perchè non c'è nessuno che preghi per loro... Come sarebbe bello se tutti si dedicassero a lodare incessantemente il Signore come le claustrali... Iddio misericordiosissimo, che nutre gli uccelli del cielo e veste i gigli del campo, farebbe in modo che a nessuno mancasse il necessario...

Mi faccio forza pensando che questa vita terrena finisce, e che tutto è passeggero... E così vado avanti, sognando il giorno in cui tutta l'umanità raggiungerà la vita eterna, e i nostri cuori saranno riempiti da Colui che solo può colmarci, perchè ci ha creati e ci conosce fin nelle più intime viscere. Nel frattempo che siamo impegnati a militare qui sulla terra, con la forza che ci viene da Gesù Cristo, dobbiamo cercare di rovinare le macchinazioni diaboliche e di strappare quante più anime al peccato e convertirle al Signore. Ultimamente sto cercando di rafforzare sempre più ogni giorno il mio rapporto con l'amico della mia infanzia, il mio dolcissimo e tenerissimo Angelo custode... Il sapere che ho accanto un vero amico che mi accompagna ovunque, mi tiene compagnia, mi aiuta nelle tentazioni, che prega con me e per me, e che soprattutto mi ispira tante cose belle e buone per la mia salute spirituale, mi riempie il cuore di gratitudine verso il Signore, che ha pensato persino ad affiancarci un celeste combattente affinchè non soccombessimo al male... Che io non possa offendere mai più la purezza dello sguardo del mio celeste angiolino...

In tutto questo ci aiuti la Santa Vergine. Che in tutti i cuori possano regnare il Signore e l'Immacolata!

Ti abbraccio nei dolcissimi Cuori di Gesù e Maria,
(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                        sono ancora colpito dalla splendida notizia che mi hai dato qualche tempo fa, e cioè che presto abbraccerai la vita religiosa in clausura. Non si tratta di una tua illusione, ma di una vocazione vera che ti è stata confermata dalla superiora del monastero in cui entrerai. E queste suore se ne intendono di vocazioni, visto che ne hanno molte. Non vedo l'ora che parti! Che grande grazia poter entrare in un monastero così fervoroso e di stretta osservanza!

Sono contento di sapere che anche tu sei una lettrice di Don Dolindo Ruotolo. Questo dotto e devoto autore è uno dei miei preferiti, grazie a lui ho potuto leggere molti libri della Sacra Scrittura spiegati come di deve. Se avessi tentato di leggerli (soprattutto quelli dell'Antico Testamento) usando le normali Bibbie, avrei capito ben poco, poiché spesso i commenti sono scarni. Invece usando i suoi libri ho potuto imparare tante cose, ma soprattutto apprezzare maggiormente la Parola di Dio.

È bella la tua devozione per l'angelo custode, nostro fedelissimo amico per tutta la vita. Se pensassimo più spesso che lui sta sempre vicino a noi, staremmo più attenti in ogni nostra azione.

Hai detto che sarebbe bello se tutti lodassero incessantemente il Signore come fanno le suore di clausura. Hai ragione, le suore fervorose vivono “alla presenza di Dio”, cioè col cuore sempre rivolto alla Santissima Trinità. Ohimè, nel mondo è molto più difficile innalzare il cuore al Cielo, poiché ci sono tante dissipazioni e preoccupazioni materiali che distraggono l'anima dalle cose spirituali. Beata te che tra poco tempo entrerai in uno dei migliori monasteri d'Italia!

Ti saluto cordialmente in Cristo Re e Maria Condottiera di tutte le vittorie della Chiesa,

Cordialiter

lunedì 7 gennaio 2019

Trovare un fidanzato cristiano

Come trovare un fidanzato cristiano? Un ragazzo mi ha confidato di sentire una forte attrazione per il celibato. Tuttavia da qualche tempo una sua amica sta mostrando un certo interesse nei suoi confronti. A tal proposito mi ha chiesto qualche consiglio su come poter capire quale stato di vita eleggere.


Caro fratello in Cristo, 
ti chiedo scusa per il ritardo con cui ti rispondo. Il tuo caso è delicato poiché non si tratta di una vicenda che riguarda solo te, bensì anche un'altra persona. Può darsi che quella ragazza si sia accorta che tu ragioni in maniera diversa dalla massa e quindi potrebbe essersi affezionata anche perché la tratti con rispetto, senza farle proposte contrarie alla Legge Eterna, come purtroppo fanno tanti altri ragazzi in questi casi. Quindi non mi stupisco che lei provi interesse verso di te. Ma proprio per questo motivo non vorrei che possa soffrire qualora tu decidessi di rimanere celibe.

Il Concilio di Trento insegna infallibilmente che lo stato celibatario è più perfetto dello stato coniugale, pertanto capisco la tua attrazione per esso. Ciò che conta davvero è fare la volontà di Dio, qualunque essa sia. Dio ti vuole celibe oppure marito cristiano e padre di famiglia? Ovviamente io non lo so, però ti dico quel che probabilmente farei se fossi al tuo posto: oltre a pregare lo Spirito Santo di farmi capire quel che Lui desidera da me, spiegherei a quella ragazza come la penso sul fidanzamento e sul matrimonio cristiano, dicendole chiaramente quel che insegna in proposito la Dottrina Cattolica su argomenti importanti come: castità prematrimoniale, indissolubilità del matrimonio "rato e consumato", rapporti coniugali da effettuare solo in modo naturale (cioè senza l'utilizzo di anticoncezionali o di altre pratiche contro natura), grave dovere di educare cristianamente la prole, ecc. 

Se una ragazza non accetta la morale cattolica, non penso proprio che sia volontà di Dio unirti con lei in matrimonio. Infatti se ti sposassi con una donna "poco timorata di Dio" ti metteresti in grossi guai e soffriresti molte angustie di coscienza.

Se invece una ragazza è attratta dalla vita devota e accetta il Magistero perenne della Chiesa, in questo caso potrebbe essere una brava moglie e un valido aiuto per conseguire il supremo ed eterno traguardo, quindi non possiamo escludere che sia volontà di Dio quella di formare una famiglia cristiana con lei. La Chiesa Cattolica ha urgente bisogno sia di numerosi e santi sacerdoti che di tante famiglie profondamente cristiane. Anche San Luigi Martin da giovane si sentiva attratto dal celibato (voleva addirittura diventare monaco), ma grazie a Dio si sposò con una pia donna (Santa Zelia Guerin) e formò con lei una splendida famiglia nella quale crebbe anche Santa Teresa di Gesù Bambino. Nel Giorno del Giudizio scopriremo l'enorme numero di anime salvate dalla Santa di Lisieux con le sue preghiere e penitenze, ma se suo padre non si fosse sposato, lei non sarebbe mai nata e tante anime si sarebbero dannate. 

Per esperienza personale posso dirti che il "parlare chiaro" mi ha preservato da un sacco di guai. Ad esempio tempo fa una ragazza mi aveva manifestato il suo interesse (per fini matrimoniali) nei miei confronti, ma su alcune questioni morali (procreazione e indissolubilità del matrimonio) non la pensava esattamente come me, pertanto, pur essendo alquanto graziosa, le feci comprendere la mia perplessità nell'allacciare un'eventuale relazione sentimentale con lei. Non penso proprio che fosse volontà di Dio che io mi sposassi con una donna favorevole agli anticoncezionali e al divorzio.

Con altre donne che inizialmente erano interessate a me, successivamente sono sorte divergenze al riguardo del tema dell'educazione cristiana della prole. Lo scopo primario del matrimonio consiste nel procreare i figli nella speranza che un giorno diventino dei "cittadini del Cielo", ma se non ricevono una solida educazione cristiana rischiano di dannarsi e divenire "cittadini dell'inferno". La volontà di Dio è che nascano delle famiglie profondamente cristiane, non delle famiglie annacquate nelle quali si compiono compromessi al ribasso con la perfida mentalità mondana che dilaga nella società. Ecco perché è importante selezionare con cura il futuro coniuge.

Quindi ogni volta che una ragazza ti fa capire che è interessata a te, potresti seguire la mia "tattica" per avere maggiori elementi utili a comprendere se sposandoti con lei potresti dare gusto a Dio oppure mettere te stesso o i vostri figli in pericolo di perdervi.

Nella speranza di esserti stato di qualche aiuto, ti saluto cordialmente in Corde Matris.

Cordialiter

venerdì 4 gennaio 2019

Efficacia della preghiera come mezzo di perfezione

Dagli scritti di Padre Adophe Tanquerey (1854 - 1932).


La preghiera ha tanta efficacia per santificarci che i Santi ripetevano a gara l'adagio: "Sa ben vivere chi sa ben pregare [...]". Produce infatti tre mirabili effetti: 1) ci distacca dalle creature; 2) ci unisce totalmente a Dio; 3) ci trasforma gradatamente in lui.

1° Ci distacca dalle creature in quanto sono ostacolo alla nostra unione con Dio. È cosa che viene dal suo stesso concetto: per inalzarci a Dio, è necessario anzitutto districarci dalla stretta delle creature. Da queste attratti per via dei seducenti diletti che ci offrono, dominati pure dall'egoismo, non possiamo sfuggire a questa doppia morsa senza spezzare i vincoli che ci attaccano alla terra. Ora nulla produce meglio questo santo effetto quanto l'elevazione dell'anima verso Dio con la preghiera: per pensare a lui e alla sua gloria, per amarlo, siamo obbligati a uscir di noi stessi e dimenticare le creature e le perfide loro lusinghe. E giunti che siamo presso di lui, uniti in intima conversazione con lui, le sue perfezioni infinite, la sua amabilità e la vista dei beni celesti compiono il distacco dell'anima nostra da questa terra: quam sordet tellus dum cælum aspicio! Veniamo a odiar sempre più il peccato mortale, che ci svierebbe intieramente da Dio; il peccato veniale, che ci ritarderebbe nell'ascensione verso di lui; e adagio adagio anche le imperfezioni volontarie, che ci diminuiscono l'intimità con lui. Impariamo pure a combattere più vigorosamente le inclinazioni sregolate che sussistono nel fondo della nostra natura, perchè intendiamo meglio che tendono ad allontanarci da Dio.

2° Si perfeziona così la nostra unione con Dio, diventando di giorno in giorno più intiera e più perfetta.

A) Più intiera: la preghiera infatti afferra, per unirle a Dio, tutte le nostre facoltà: a) la parte superiore dell'anima, l'intelligenza, occupandola nel pensiero delle cose divine; la volontà, dirigendola verso la gloria di Dio e gl'interessi delle anime; il cuore, lasciando che si effonda in un cuore sempre aperto, sempre amoroso e compassionevole, e produca affetti che non possono essere che santificanti; b) le facoltà sensitive, aiutandoci a fissare su Dio e su Nostro Signore la fantasia e la memoria, le emozioni e le passioni in ciò che hanno di buono; c) il corpo stesso, aiutandoci a mortificare i sensi esterni, fonti di tante divagazioni, e a regolare il contegno secondo le regole della modestia.

B) Più perfetta: la preghiera, quale l'abbiamo spiegata, produce infatti nell'anima atti di religione inspirati dalla fede, sorretti dalla speranza e avvivati dalla carità [...]. Ora qual cosa più nobile e più santificante di questi atti delle virtù teologali? Vi si aggiungano ancora gli atti d'umiltà, d'obbedienza, di fortezza, di costanza, che la preghiera suppone, e sarà facile vedere in che modo perfettissimo l'anima s'unisce a Dio con questo santo esercizio.

3° Non è quindi meraviglia che l'anima così si trasformi progressivamente in Dio. La preghiera è, a così dire, una santa comunione con lui: quando noi gli presentiamo umilmente i nostri ossequi e le nostre domande, egli si china verso di noi e ci comunica le sue grazie che producono questa santa trasformazione.

A) Il sol fatto di considerare le divine sue perfezioni, di ammirarle, di prendervi una santa compiacenza, le attira già in noi col desiderio che fa nascere di potervi in qualche modo partecipare; l'anima, immersa in questa affettuosa contemplazione, si sente a poco a poco come tutta pervasa e compenetrata di quella semplicità, di quella bontà, di quella santità, di quella serenità, che altro non chiede che di comunicarsi a noi.

B) Allora Dio si china verso di noi per esaudire le nostre preghiere e concederci copiose grazie; quanto più noi cerchiamo di rendergli i nostri doveri tanto più egli pensa a santificare un'anima che lavora alla sua gloria. Possiamo chiedere molto, purchè lo facciamo con umiltà e fiducia; nulla può rifiutare alle anime umili che si danno più pensiero degli interessi suoi che dei loro. Le illumina con la sua luce per mostrare loro il vuoto, il nulla delle cose umane; le attira a sè, svelandosi ai loro sguardi come Sommo Bene, fonte di tutti i beni; dà alla loro volontà la forza e la costanza che le occorre per non volere e non amare se non ciò che ne è degno. Non possiamo conchiudere meglio che con le parole di S. Francesco di Sales: "Per mezzo di lei (l'orazione) noi parliamo a Dio e Dio a sua volta parla a noi; noi aspiriamo a lui e respiriamo in lui, ed egli a sua volta ispira in noi e respira su noi". Felice scambio che riuscirà a tutto nostro vantaggio, perchè tende nientemeno che a trasformarci in Dio, facendocene partecipare i pensieri e le perfezioni! Vediamo dunque in che modo tutte le nostre azioni possono essere trasformate in preghiera.


[Brano tratto da “Compendio di Teologia Ascetica e Mistica”, di Padre Adolphe Tanquerey (1854 - 1932), trad. P. Filippo Trucco e Can.co Luigi Giunta, Società di S. Giovanni evangelista - Imprimatur Sarzanæ, die 18 Novembris 1927, Can. A. Accorsi, Vic. Gen. - Desclée & Co., 1928]