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giovedì 5 luglio 2018

Ragazza depressa

Mi hanno scritto varie persone che soffrono o hanno sofferto di depressione. Per entrare in qualsiasi ordine religioso è necessario essere in buone condizioni psichiche e mentali. Coloro che riescono a guarire stabilmente dalla depressione, possono certamente abbracciare la vita religiosa...


Gentile Cordialiter,
                               mi chiamo [...], ho quasi 24 anni e vivo a [...]. Mi sono imbattuta per caso nel tuo blog e per me è diventato un appuntamento giornaliero. Ammiro moltissimo il tuo lavoro e ti ringrazio per l'aiuto che offri a tanti giovani che cercano la loro strada. Ora è arrivato il mio turno di chiedere consiglio.

Ero una cristiana piuttosto tiepida, una di quelle che si permetteva di selezionare solo quelle verità di fede che le facevano più comodo. Tuttavia ho sempre sentito la sete di qualcosa di più grande. Poi con l'inizio dell'università ho avuto un crollo: studio Chimica, un corso di laurea che, oltre ad essere piuttosto impegnativo, non è certo l'ambiente ideale per sviluppare la propria spiritualità. E così smisi di credere. Continuavo a pensare che ci fosse un'entità superiore (la complessa perfezione dell'universo rende assurdo credere che tutto sia dovuto al caso...), ma non mi preoccupavo di approfondire la questione in nessun modo. Per tre anni sono stata lontana da Dio, ma non ero davvero felice e mi sentivo spesso inquieta. Negli ultimi dieci mesi ho cominciato a stare male. Non riuscivo più a studiare e soffrivo di continui attacchi di panico, apparentemente immotivati. Non volevo più uscire con gli amici e sono rimasta indietro con gli esami. Mi è stato spiegato che esiste una parola per descrivere lo stato in cui mi trovavo: depressione. Così, dopo un difficile percorso di convincimento, ho deciso di andare da un bravo psichiatra che fosse in grado di aiutarmi. Nello stesso tempo però, ho sentito un fortissimo impulso verso Dio. Ho cominciato a pregare Gesù e la Vergine Maria, come mamma di tutti noi. Mi sono affidata a Lei. Ho sentito che in questi anni avevo vissuto immersa nel buio e, leggendo i brani del Vangelo, sono stata avvolta da una nuova luce. Mi sono confessata: è stato come rinascere a vita nuova. Adesso sento il bisogno di pregare spesso durante la giornata e anche di andare alla Messa. Voglio sempre sentire la vicinanza a Gesù. I miei genitori mi vedono ogni giorno più serena e sono felici che la terapia con lo psichiatra funzioni. Io però so che tutta questa gioia, questa felicità, la serenità nell'affrontare le piccole difficoltà di ogni giorno (che prima mi sembravano insormontabili), vengono dalla preghiera e dal sostegno di Maria. Sento di aver ricevuto una grande grazia e vorrei donarmi ancora di più a Gesù buono.

Credi che questo improvviso e rovente amore per Dio sia solo uno stato passeggero dovuto alla depressione? La mia paura più grande è che questo sia per me solo un modo per evadere dalla realtà e dalle responsabilità di tutti i giorni. Non so cosa fare. Non ho il coraggio di affrontare quest'argomento con la mia famiglia, sono tutti atei e so che non capirebbero, anzi, si arrabbierebbero tantissimo. Forse dovrei parlare di questo col mio psichiatra?

Mi scuso per la lunghezza della lettera. Spero tanto che tu riesca a trovare un po' di tempo per leggerla e per rispondermi. Grazie infinite per la tua attenzione!

Un affettuoso saluto in Gesù e Maria,
(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                    ti ringrazio per avermi scritto, è edificante leggere i racconti di conversioni come la tua, perché in esse rifulge maggiormente l'infinita misericordia di Dio. È commuovente pensare alla bontà con cui il Signore accoglie i peccatori pentiti. La pace interiore che senti dentro di te non è un'illusione, è un dono di Dio. Ordinariamente parlando, tutti coloro che si confessano umilmente e si uniscono a Gesù Eucaristico, sentono la pace della coscienza, la quale è un bene maggiore di tutte le ricchezze della terra. I mondani non comprendono questi discorsi, altrimenti lascerebbero le discoteche per andare a trovare la vera gioia in Dio. La verità è che siamo stati creati per amare Dio, e il nostro cuore non può trovare pace sin tanto che non riposa in Lui.

Adesso che sei quasi guarita dalla depressione devi perseverare nella via della vita devota che tanta gioia interiore ti sta donando. Il mondo è ingannatore, promette di far felici i suoi seguaci, ma in realtà rende inquieti e infelici su questa terra, e ancora di più dopo la morte, se si muore senza pentimento. San Domenico Savio ripeteva spesso: "La morte, ma non peccati". Aveva ragione, è meglio morire anziché offendere Dio con qualche peccato. Ormai sei stata presa in “trappola” da Gesù buono, non puoi più vivere senza di Lui. :-) Non ti rimane altro da fare che arrenderti al suo amore per te. Quando il mondo non era stato ancora creato, il Signore già ti amava, ti ha sempre amato sin dall'eternità. E chi altro potresti amare all'infuori di Lui? Io non conosco nessun altro uomo che si lascerebbe inchiodare in croce per salvarti. Dunque, che fare? Non parlare coi tuoi familiari di ciò che senti nel tuo cuore, loro sono atei, non possono capire questi discorsi, sarebbe come parlare in cinese. Il consiglio che ti do è di fare gli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola per comprendere quale stato di vita eleggere. Appena sarai completamente guarita dalla depressione, potrai anche abbracciare la vita religiosa, se questa è la volontà di Dio su di te. Non parlare di queste cose con lo psichiatra, a meno che non sia una persona profondamente religiosa ed esperta di vita spirituale, come lo fu San Giuseppe Moscati, ma è raro trovare un fedele laico con queste caratteristiche. Puoi stare certa che l'amore per Dio non è un'evasione dalle proprie responsabilità, anzi, questo amore aiuta a svolgere i propri doveri in maniera più responsabile. Continua ad amare la Santissima Trinità con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze, ti assicuro che non te ne pentirai. Soprattutto non te ne pentirai nell'istante della morte, quando finalmente potrai vedere Gesù e vivere insieme a Lui per tutta l'eternità. Chi possiede Dio, possiede ogni bene, e chi invece perde Dio, perde tutto!

Sono felicissimo di sapere che sei devota alla Madonna, hai fatto benissimo a rifugiarti tra le sue mani materne. San Bernardo diceva che chi non è devoto alla Beata Vergine Maria è moralmente impossibile che si salvi, perché è come se chiudesse il canale delle grazie. Infatti Ella è la Mediatrice di tutte le grazie che Dio ci dona, quindi commettono un grosso errore coloro che non la amano e non si rivolgono a Lei per chiederle aiuto.

Spero di esserti stato di qualche utilità, approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù Redentore e Maria Corredentrice del genere umano,

Cordialiter

venerdì 29 giugno 2018

No al materialismo!


Una gentilissima lettrice italiana, nonostante i suoi numerosi impegni personali, traduce i post per uno dei vari blog vocazionali in lingua straniera. Recentemente, dopo un lungo periodo di permesso speciale, è dovuta rientrare al lavoro. La sua speranza è di poter abbracciare un giorno la vita religiosa. Lo spero tanto anche io per il suo bene spirituale!


Caro fratello in Cristo,
                                    […]. Il rientro al lavoro è molto difficile. La stretta della crisi sta trasformando quel poco di società civile che rimaneva in una giungla spietata. Nel mio caso poi la sofferenza si moltiplica...
Sono come in attesa che il Signore si faccia vivo e mi indichi chiaramente ciò che devo fare […].
Che Dio ti benedica.
(Lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                   ti ringrazio per il prezioso aiuto di traduzione e correzione dei post, che Iddio ti ricompensi per l'impegno e la pazienza che dimostri!
Immagino il “trauma” che stai patendo in seguito al rientro al lavoro. Fino a qualche settimana fa potevi organizzare la tua giornata quasi in maniera “monastica”, cioè riservando una fetta del tempo libero alla meditazione, alla preghiera e alla lettura spirituale. Adesso invece, oltre ad avere meno tempo da dedicare alle cose spirituali, sei costretta a frequentare persone (colleghi e alunni) che spesso parlano di tutto tranne che di Dio e delle cose importanti per l'anima. Oggi è sufficiente mettere il naso fuori dalla porta di casa per sentire già la puzza di materialismo neopagano. Viene voglia di piangere nel vedere che Dio non è amato. La società è ormai narcotizzata dall'edonismo frenato, ed è sempre più difficile parlare di cose spirituali.
Non arrendiamoci, continuiamo a combattere la buona battaglia, sursum corda!
In Gesù e Maria,
Cordialiter

lunedì 25 giugno 2018

Vivere d'amore

Ogni tanto mi scrive una studentessa universitaria emiliana. Più passa il tempo, e più arde dal desiderio di "vivere per amore", cioè di vivere per amare Dio e il prossimo.
Caro D.,
               è ormai passato molto tempo dall'ultima volta che ci siamo sentiti, anche se, in un certo senso, tutti i giorni ti sento. Continuo a leggere i tuoi blog, grazie per quello che fai, grazie per il tempo e le energie che dedichi a tutto ciò.
Vorrei raccontarti un po' della mia gioia! Gioia perchè il Signore è stato tanto misericordioso con me e, nonostante il mio peccato, mi ha donato tanto amore! È bello sentirsi beati, felici, fortunati di poter gustare ogni giorno la presenza di Dio. È bello riuscire dopo tanto a fidarsi di Lui, ciecamente, e in totale abbandono. Purtroppo non è quello che vedo attorno a me, ma ho deciso che non mi farò prendere dallo sconforto! È proprio per questo che bisogna gioire, per testimoniare quanto è bello tutto ciò! Bisogna vivere bene il tempo che ci è dato, non perdendo di vista Dio, compiendo bene le nostre opere nel tempo!
....e amando!!! quanto è bello amare senza pregiudizi, senza obiettivi... vivere per amore, vivere d'amore... è così bello vivere d'amore gratuito, mio verso gli altri, di Dio nei miei confronti! Alla fine non resta che ringraziare, di cuore, con gioia, perché da quando c'è tutto questo, da quando c'è questa fiducia la mia vita scorre più agevole, nonostante rimangano tutte le preoccupazioni che il tempo comporta.
Ora non si tratta più di voler cambiare il mondo, ora si tratta di fare quello che è alla mia portata, facendo il bene che sono chiamata a fare. Ho voglia di vivere con gioia, cogliendo l'esortazione di Paolo a essere lieta (Fil 4, 4-7), aprendo così la mia vita a Dio.
In Gesù
(Lettera firmata)
Cara sorella in Cristo,
                                  sono molto contento di sentirti piena di gioia; ciò è un buon segno. Infatti la gioia e la sana allegria sono considerati dei buoni segni vocazionali. Al contrario, se una persona è triste e malinconica, difficilmente viene accettata in un ordine religioso.
Mi è piaciuta tanto la tua lettera, sono felicissimo di sapere che ardi dal desiderio di “vivere per amore”. Un Giorno saremo giudicati sull'amore. Il mondo non conosce il vero amore perché non conosce Dio. Infatti l'amore per essere vero deve essere radicato nel Signore, deve nascere da Lui. Se uno dice di amare, ma non rispetta la Legge di Dio, il suo amore è falso. Basti pensare a coloro che commettono adulterio.
Coraggio, continua a “vivere per amore”, amando Dio con tutto il cuore e sopra ogni cosa, e il prossimo come te stessa. Ubi cáritas et amor, Deus ibi est. Congregávit nos in unum Christi amor. Exsultémus, et in ipso jucundémur. Timeámus, et amémus Deum vivum. Et ex corde diligámus nos sincéro. (Dove ci sono la carità e l'amore, lì c'è Dio. L'amore di Cristo ci ha riuniti insieme. Esultiamo e in Lui rallegriamoci. Temiamo e amiamo il Dio vivente. E amiamoci con cuore sincero).
Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Corde Regis,
Cordialiter

sabato 23 giugno 2018

Suore con abito azzurro

Tra gli istituti religiosi in forte espansione vi è quello delle “Serve del Signore e della Vergine di Matarà” che in pochi anni ha superato le 1.000 unità e continua a suscitare sempre più interesse nelle ragazze attratte dalla vita consacrata, basti pensare che hanno circa una novantina di novizie e postulanti, senza contare le aspiranti. È una crescita esponenziale davvero straordinaria. Solo Dio può essere l'artefice di un tale trionfo d'amore!

La maggioranza delle Servidoras (diminutivo spagnolo delle “Serve del Signore e della Vergine di Matarà”) è di vita attiva, ma hanno anche alcuni monasteri di clausura per coloro che si sentono attrarre dalla vita contemplativa. Quelle del ramo di vita attiva combattono la buona battaglia della fede su tutti i fronti: dall'apostolato coi giovani a quello con gli anziani, dalla carità verso i poveri all'apostolato della cultura, dalle missioni estere all'apostolato nelle parrocchie italiane. Si occupano di asili, scuole, editoria, esercizi spirituali, campi estivi, assistenza ai disabili e agli ammalati, apostolato vocazionale, aiuto materiale ai poveri affamati, ecc. Insomma, ovunque c'è bisogno di evangelizzazione, le Servidoras sono presenti con il loro gioioso e fervoroso zelo apostolico.

Padre Carlos Miguel Buela, Fondatore della Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato (della quale le Servidoras rappresentano il ramo femminile), è riuscito a trasmettere a queste suore uno spirito “apostolico” e “missionario” dal quale si rimane facilmente contagiati. Nelle “Serve del Signore e della Vergine di Matarà” noto quella “sete” di salvezza delle anime che avevano anche Sant'Ignazio di Loyola e Sant'Alfonso Maria de Liguori.

A differenza di altri ordini religiosi che non accettano ragazze che hanno raggiunto i 35 anni, le Servidoras accettano candidate di tutte le età, purché abbiano concreti segni vocazionali. Le ragazze che non sono riuscite a trovare un buon direttore spirituale possono ugualmente fare un'esperienza vocazionale presso il loro noviziato di Segni, in provincia di Roma, dove saranno aiutate dalla maestra delle novizie a fare un sano discernimento. Inoltre è possibile trovare una buona guida spirituale in qualcuno dei numerosi sacerdoti del ramo maschile della Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato, i quali hanno ricevuto una buona preparazione dottrinale e spirituale.

Coloro che desiderano abbracciare la vita consacrata in questa famiglia religiosa, oltre ai voti di povertà, castità e obbedienza dovranno emettere anche un quarto voto di schiavitù mariana secondo l'insegnamento di San Luigi Maria Grignon de Montfort. Questo voto consiste in una filiale schiavitù d'amore con la quale ci si dona totalmente a Gesù per mezzo di Maria.

È entusiasmante constatare lo zelo apostolico di questo giovane istituto religioso, spero che il Signore continui ad inondarlo con numerose vocazioni. C'è tanto bisogno di anime che si dedichino all'apostolato, non solo nelle terre di missione, ma anche nella nostra cara Italia sempre più secolarizzata e schiava del neo-paganesimo materialista.

Chi volesse fare un'esperienza vocazionale presso le Servidoras, o volesse semplicemente chiedere informazioni sulla vita consacrata, può mettersi in contatto con queste cordiali e gioiose suore scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica: vocazione@servidoras.org

venerdì 22 giugno 2018

Un papà si oppone alla vocazione della figlia

Pubblico la lettera di una ragazza.

Carissimo D. 
                          Ti mando un saluto e ti scrivo per raccontati la mia situazione. Mi chiamo [...], ho 21 anni e sono siciliana. In realtà seguo il tuo blog davvero da poco tempo.. Forse da un mese e qualche giorno.. E devo dire che è molto interessante, una parte di me è molto felice di sapere che ci sono altre persone che riescono a capire la cosa più importante della nostra esistenza, anzi, un dono bellissimo! 

Ti racconto di me che per capire il vero senso della vita ci ho messo parecchio tempo. Io sono sempre stata alla ricerca della felicità, ma prima ero davvero tutta un'altra persona.. Cercavo la felicità solo nelle cose materiali, ero molto distante dal signore, non andavo MAI a messa ero convinta che per essere felice dovevo avere tante cose. Volevo assomigliare a tutte le ragazze: le imitavo, così magari anche io avrei avuto il mio ragazzo. Alla fine il ragazzo lo avevo avuto.. Ma con lui non mi sentivo me stessa, era come se io recitassi e non mi sentivo felice, quella non era la cosa che volevo, ero sicura che la felicità fosse ben altra cosa. In realtà ho sempre pensato che il matrimonio non è la mia vocazione. 

Così un paio di mesi fa ho avuto la fortuna di rientrare, dopo tanto tempo, dentro la chiesa del signore.. Ed è stato bellissimo: Provai un forte senso di pace, all'improvviso mi sentì amata e il mio cuore iniziò a battere sempre più forte. E quel giorno pregai davvero tanto, come non avevo mai fatto.. E da quel giorno io sono cambiata molto, e adesso penso che senza il signore al mio fianco tutto sembrerebbe buio, perché lui ha dato vita alla mia vita che non aveva senso. Penso che consacrarmi alla vita religiosa sarebbe la cosa più bella, e mi sentirei davvero felice, ma purtroppo ho dei genitori che non frequentano molto la chiesa, mio padre è il classico "padre padrone" e vuole a tutti i costi che io mi sposi. (Avere una figlia suora o monaca per lui é una cosa pesante) Ecco perché lui non sa niente di queste mie intenzioni.. A volte faccio fatica ad andare in chiesa o semplicemente pregare in pace, perché lui non vuole che faccio queste cose e in questo periodo soffro parecchio, mi dice spesso che sono diventata pazza, oh per fortuna ho il signore sempre al mio fianco.

A volte mi rinchiude in casa per non farmi andare a messa, o mi disturba continuamente quando prego nella mia camera. In poche parole, purtroppo riesco a dedicare solo poco tempo alla preghiera.. Perché non posso stare un'attimo in pace, mi sento sempre più costretta ad allontanarmi da Dio, ma io non mollo, perché per me é la cosa più importante che ho. 

Tutti i giorni, prego perché il signore mi aiuti e mi dia la forza di reagire una volta per tutte.. Vorrei che questa storia finisca al più presto, perché ho voglia di vivere pienamente in Dio e per Dio! Voglio conservare per sempre la mia verginità, voglio aiutare gli altri e rendermi utile per tutti.. E finalmente dare un senso alla mia vita, quel senso che io ho sempre cercato per molto tempo. 

Vorrei far capire a mio padre quanto è importante per me prendere questa strada, non voglio più perdere tempo a continuare a recitare quella che non sono.. Ma non so proprio da dove partire, mi farebbe piacere ricevere anche uno dei tuoi consigli, e spero di riuscire a risolvere la situazione, al più presto. 

Ho già scritto tanto, continuerò a seguire il tuo blog e voglio anche abbracciare "virtualmente" tutte le bellissime persone che ti scrivono. 

Un abbraccio anche a te, che sei così caro e disponibile. 
Ti auguro tanta pace. 


Ti incoraggio a perseverare nel discernimento vocazionale intrapreso. Per amore di Gesù Cristo devi essere disposta a tutto, anche a subire l'opposizione di amici e parenti. L'amore con amor si paga! Sappi che circa l'elezione dello stato di vita sei assolutamente libera, nessuno deve azzardarsi a costringerti a fare una cosa che tu non vuoi. Diceva Sant'Alfonso che i parenti spesso sono i peggiori nemici delle vocazioni. Se tu ti senti chiamata alla vita religiosa, sarebbe un grosso errore se qualcuno volesse impedirti di entrare in convento o in monastero. Bisogna fare la volontà di Dio, costi quel che costi. Se il Signore nella sua infinita misericordia ti ha concesso l'immensa grazia della vocazione religiosa, devi esultare di gioia e corrispondere presto al suo amore. Sappi che le ragazze maggiorenni possono diventare suore anche se i genitori sono contrari. Quindi non devi preoccuparti dell'opposizione di amici e parenti; l'unica cosa davvero importante è fare la volontà di Dio. Sant'Alfonso Maria de Liguori sconsiglia di confidarsi coi parenti al riguardo della vocazione religiosa, perché in genere essi tentano di dissuadere. Purtroppo, le persone del mondo fanno fatica a capire questi discorsi. Quando andrai a fare un'esperienza vocazionale in convento, potrai dire ad amici e parenti che andrai a fare un "ritiro spirituale". Non si tratta di una bugia (nemmeno veniale) perché in effetti un'esperienza vocazionale è anche una sorta di ritiro spirituale.

Ti incoraggio a continuare a riflettere sullo stato di vita da eleggere. Spero con tutto il cuore che Gesù buono voglia prenderti presto tutta per Sé, "catturandoti" in un convento o monastero fervoroso e osservante.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali e fraterni saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter