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venerdì 9 dicembre 2011

Lettera

Ripubblico una bella lettera vocazionale che tempo fa mi ha scritto una lettrice del blog vocazionale.
Gentilissimo Cordialiter, è davvero poco che seguo il tuo blog, e per fortuna l’ho trovato! Ti scrivo perché vorrei “approfittare” della tua disponibilità per raccontarti la mia piccola storia, e anche per ricevere consigli, o qualche dritta, visto che al momento mi trovo un po’ spaesata. Ho sempre frequentato la messa, iper-impegnata in parrocchia come organista, con le mie migliaia di difetti e imperfezioni, ma soprattutto coi peccati che regolarmente commettevo e di cui puntualmente mi pentivo, salvo poi continuare a commetterli. Non ho mai pensato a consacrarmi interamente al Signore, anzi, il pensiero era ben lungi da me, volevo sposarmi, avere figli, un bel lavoro, fare carriera… avere fama, essere conosciuta, benvoluta e apprezzata da tutti. Ho 25 anni, sono laureata in psicologia e a luglio mi diplomo in pianoforte; inoltre ho un’amica d’infanzia con cui stavo progettando di trasferirmi in Toscana (io sono della provincia di...) e di trovare lavoro, iniziando così “la bella vita” lontano dai nostri genitori (che io e questa mia amica vedevamo come un impedimento alla nostra voglia di libertà). [...] Ho sempre pregato Santa Faustina Kowalska, conoscendola attraverso un librettino di una trentina di pagine, ma non mi sono mai spinta a comprare il suo Diario perché (mi dicevo) mi avrebbe spronata ad irrobustire la mia fede ancora immatura (era una cosa che percepivo dai pochissimi scritti di lei che ci sono in questo libretto), e io non volevo… Era così bella la vita rilassata e godereccia! A quante privazioni mi sarei dovuta sottomettere? A quante cose avrei dovuto rinunciare? Ad ottobre 2010 mi decisi però, e acquistai il Diario… Grazie al Diario mi sono progressivamente allontanata dal peccato e la mia vita ha piano piano assunto un senso nuovo,
una luce diversa. Mi sono resa conto di tante cose, è come se Santa Faustina, con il suo modo semplice e umile di dire le cose, mi abbia spalancato gli occhi su una vita intera (la mia) vissuta ben lontana da Dio, e io che con la mia presunzione credevo di salvarmi, ero (e sono) in verità la più misera peccatrice! In fondo, cosa mi distingue da un bestemmiatore? Niente, lui offende Dio pubblicamente, io nel mio intimo… il risultato però è lo stesso. Ma soprattutto: ho capito che non basta andare in chiesa per essere perfetti cristiani...
A dicembre, pochi giorni prima del Natale, mi sono liberata di molte cose con una bella Confessione (che non facevo da tanto), e ho ricevuto l’Eucarestia per la prima volta con il cuore veramente grato per il tanto amore di Gesù, per aver perdonato ancora una volta i miei peccati. Da allora è stato un vortice crescente: dopo il Diario ho letto con un certo tedio altri libri (io adoro leggere!) che mi erano stati consigliati, ma che non erano riferiti a Gesù, per cui cercai di terminarli quanto prima e passare a un’altra perla che avevo sul comodino in attesa di esser letta: “Storia di un’anima”, della piccola Teresa di Lisieux… Un altro libro che ha fatto un bene immenso alla mia anima, ma quest’ultima unitamente al mio cuore desiderava di più, così ho iniziato una lettura del Nuovo Testamento (in base a un ordine che mi è stato consigliato dal mio sacerdote per rendermi la lettura un po’ più fruibile). Caro Cordialiter, non ci crederai, ma quanto prima mi sembrava “oscuro” o “difficile” è diventato per me leggibilissimo e chiaro come il sole!! Piano piano, nel giro di questi pochi mesi, tutte le cose di questo mondo hanno assunto per me un valore differente; ho iniziato a pesare il tutto con la bilancia che adopererebbe Dio. Quanto è importante uscire truccata, coi capelli in perfetto ordine, e piena di gingilli? Quanto conta l’aspetto esteriore rispetto a quello che ho nel mio cuore? … Ho iniziato a dare un valore diverso anche alla mia laurea. […] ho iniziato a riconsiderare tutta la mia esistenza alla luce di Dio, e ho constatato che io in 25 anni ho fatto veramente poco! [...] 3 settimane orsono ero assorta nei miei pensieri quando ho avuto una specie di folgorazione: e se Dio stesse chiedendo qualcosa di più alla mia vita? Da allora ho iniziato a pensare a una possibile consacrazione. Il tempo trascorso è davvero poco, e in effetti io sono ancora in cerca di qualcuno che mi aiuti a capire se la mia è una semplice fantasia oppure è effettivamente la Volontà del Signore. Ho iniziato la lettura dell’Imitazione di cui spesso parlava la cara Santa Teresina, ed è edificante al massimo grado. Se Dio volesse una mia consacrazione io risponderei semplicemente “Eccomi”, perché ho compreso in questi mesi che le opere compiute sulla terra, quelle che non hanno come scopo la maggior Gloria di Dio, valgono a ben poco. E’ strano: quando penso di essere risolutiva in questa mia scelta, mi prende uno strano torpore, avrei tanto bisogno di un padre spirituale a cui confidare quello che sento. Ho raccontato i miei pensieri al mio sacerdote e lui mi ha esortata a continuare a pregare, che poi la volontà di Dio si sarebbe manifestata in un modo o in un altro.
Cosa mi consigli caro Cordialiter? Di cercarmi un padre ora? Di attendere qualche mese nel frattempo continuando a pregare? Di provare direttamente con un’esperienza? Ho confidato questa cosa anche a mia madre, la quale devo dire che mi ha dato il suo appoggio morale e materiale, qualora io decidessi di consacrarmi. L’ho confidato ad alcune amiche e a un paio di zie… Ma mi rendo conto che forse se avessi taciuto, conservando (come fece la Madonna) nel mio cuore queste cose, e meditandole in silenzio, sarebbe stato meglio, ma ormai è fatta. Per ora sono in una situazione di stallo. Mi sento come potrebbe sentirsi una persona che si trova da sola in una distesa sconfinata, senza un punto di riferimento; ho notato che il diavolo mi tenta molto, specialmente di notte; i suoi assalti si fanno tenaci specialmente quando desidero essere risolutiva, mi prende un torpore terribile. Mi affido interamente a Dio e alla Madonna. Se dovessi consacrarmi, mi piacerebbe optare per un ordine rigido e per una vita contemplativa, magari anche di studio delle Sacre Scritture o di lavoro. Ho paura altrimenti che il mio carattere estroverso, portato ad inorgoglirsi e facile al riso (e forse alla buffonaggine) potrebbe nuocermi e alimentare il mio amor proprio, oltre che distrarmi, invece di mortificarmi. Però non lo so, farò la volontà di Dio, qualunque essa sia. Intanto ti saluto, scusami se mi sono dilungata!
Un abbraccio fraterno
(lettera firmata)