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sabato 30 giugno 2012

Entrare tra le suore o sposarsi?

Una ragazza mi ha confidato di voler diventare suora per unirsi più a Dio e poter aiutare il prossimo.

Buongiorno,
                     mi chiamo [...] e sono una ragazza di ventiquattro anni, vivo a [...] e studio.

Ho visitato il vostro blog e subito dentro ho provato una grande emozione, perché è così difficile trovare Dio nella vita di tutti i giorni, tra casa, studio ed mille impegni...

Vi scrivo perché ho bisogno di confidarmi con qualcuno, perché sento una grande malinconia nel cuore da qualche tempo. Per prima cosa vorrei narrare la mia storia: fin da piccina sono stata istruita alla religione, per molti anni sono stata negli scout, e questo faceva crescere in me sempre più la fede. Partecipavo felice alle messe, mi confessavo pentita dei miei peccati. Al catechismo partecipavo con entusiasmo, fare la Prima Comunione è stato emozionante. Poi all'età di dieci anni è scomparsa mia nonna, una figura importante per me, un grande punto di riferimento, e allora nella disperazione ho abbandonato la fede. Irata contro quel Dio che mi aveva strappato la persona più cara che avessi.
Per molti anni non ho più pregato, anche se continuavo a frequentare gli scout e partecipare alle funzioni, nulla era più come prima. Solo verso i sedici anni ho ritrovato la mia fede; ogni giorno chiedevo a Gesù di farmi diventare sua serva devota, chiedevo conforto, per quegli anni difficili per un'adolescente insicura e diversa dalle altre, come ero io. Pregavo assiduamente e, di nuovo, Dio era tornato da me.

Gli anni passarono, ero una ragazza introversa, insicura e il mio desiderio di fare parte della massa divenne più importante, dimenticai ancora una volta il mio Dio, che mi aveva tenuta al sicuro dalle tante avversità che avevo trovato nella mia adolescenza, che mi aveva mantenuta retta, ingenua, non corrotta come molti miei coetanei.
Sono uscita dalle superiori, mi sono iscritta all'università, la mia vita è migliorata, sono maturata, ma quei pensieri non sono più tornati.
Ho fallito molte cose in questi anni, negli studi, in molte scelte, ed ora per esempio ho appena cambiato facoltà, perché la precedente non la sentivo più adatta a me.

Continuo a saltare da una cosa all'altra, ma dentro non sento la pace, non trovo quella serenità interiore che provo solo quando sono in chiesa, quando penso a Nostro Signore, quando immagino a come potrebbe essere una vita dedicata solo a Lui. In quegli attimi mi vedo circondata dalla luce, da sorelle che come me vogliono dedicarsi al prossimo, a Nostro Signore. Mi immagino lontana dalle sofferenze che provoca la vita di tutti i giorni, dallo stress, lontana dalla solitudine. Mi immagino felice e in pace... poi però ecco tornare i miei mille doveri, una vita che mi sta stretta, nella quale mi sento stritolare. Non so se ho un'idea troppo bucolica della vita monastica, e non so nemmeno se sono veramente portata o no, ma quello che provo mi divide in due ed ho bisogno che qualcuno mi dia un consiglio. Non so nemmeno se è uno dei miei tanti colpi di testa, ma una cosa posso affermarla con certezza: nella mia vita tante volte ho perso e ritrovato la fede, ma una cosa non è mai cambiata, il desiderio di dedicare la mia vita agli altri. Fare qualcosa di veramente utile al prossimo. Non un lavoro come l'avvocato, o l'architetto, ma un lavoro per il quale la sera possa dire di essere fiera di me stessa, perché ho aiutato qualcuno. Sono confusa, preoccupata, perché nonostante abbia accanto un ragazzo che mi ama tantissimo e che io amo, amici buoni ed affettuosi, una famiglia solida, ho sempre la sensazione di essere nella tempesta.

Questa mattina sono andata a pregare in chiesa ed ho sentito di essere al riparo. Così ora scrivo questa lunga lettera per chiedere aiuto, un consiglio. Vi ringrazio per l'attenzione e vi sarò grata di qualsiasi vostro consiglio e suggerimento che mi potrete dare...

Cordiali saluti,

(lettera firmata)


Cara sorella in Cristo,
                                       ti ringrazio di avermi scritto, spero di poter esserti di qualche aiuto.

Leggendo la tua lettera mi son venute in mente le parole di Sant'Agostino, il quale diceva che siamo stati creati per amare Dio, e il nostro cuore è inquieto sin tanto che non riposa in Lui.

Fai bene a domandarti qual'è la volontà di Dio su di te. L'elezione dello stato di vita è una scelta di fondamentale importanza. Così come un orologio ad ingranaggi non può più funzionare correttamente se si guasta la ruota maestra, così colui che sbaglia il proprio stato di vita condurrà un'esistenza squilibrata poiché gli verranno a mancare gli aiuti spirituali che Dio gli aveva preparato nello stato in cui lo chiamava.

Sant'Alfonso Maria de Liguori, alle ragazze indecise se sposarsi o entrare in convento, diceva più o meno queste cose: "...sia un uomo umile creatura, sia Gesù Cristo il creatore dell'Universo, ti vogliono per sposa. Rifletti attentamente su chi dei due può riempire maggiormente di gioia il tuo cuore e poi sposalo. Ricordati però che nel mondo non è raro trovare delle donne pentitesi di essersi sposate a causa dei maltrattamenti che ricevono dai loro mariti spesso simili a dei tiranni, ai dispiaceri che danno i figli, ai litigi con suocere e cognate, alle gelosie del consorte, ai dolori del parto, agli strapazzi per la cura della casa, agli affanni per accumulare beni terreni, ecc. Anche nella vita matrimoniale potresti vivere santamente, ma è molto difficile. Al contrario in un monastero di stretta osservanza sarà molto semplice per te divenire santa. Libera dalle preoccupazioni del mondo potrai dedicare tutta la vita nell'amare Dio. Se proprio non te la senti di entrare in un monastero, cerca di farti santa a casa tua vivendo da nubile, tranne nel caso in cui tu fossi abitualmente incontinente, nel qual caso è meglio prendere marito, come raccomanda San Paolo."

Io non so qual'è lo stato di vita che Dio desidera da te, però ti consiglio di riflettere e pregare per poter capire qual'è la Sua volontà. Tra le numerose persone che mi hanno scritto ci sono anche delle persone sposate (in maggioranza donne) che mi hanno fatto comprendere più o meno esplicitamente che rimpiangono di non aver abbracciato la vita religiosa. Tu invece sei ancora in tempo per eleggere qualsiasi stato di vita, però è importante non commettere errori.

Dio ha un progetto per ciascuno di noi. Alcuni sono designati per mettere su famiglia e procreare dei futuri cittadini del Cielo (pensiamo ad esempio ai zelantissimi genitori di Santa Teresa di Lisieux), altri sono designati per rimanere celibi nel mondo (San Giuseppe Moscati), altri ancora sono designati per la vita sacerdotale e per la vita consacrata (ad esempio Sant'Alfonso Maria de Liguori e Santa Chiara d'Assisi). Ognuno deve cercare di capire la volontà di Dio su di sé, perché solo facendo la sua volontà possiamo essere davvero felici. Che cosa vuole il Signore da te? Per capire quale sia la tua vocazione, l'ideale sarebbe andare alcuni giorni in un buon monastero (deve essere davvero buono) nel quale, raccolta nel silenzio e nella preghiera, potrai ascoltare quel che Dio dice al tuo cuore. Restando in città è difficile raccogliersi spiritualmente.

La tua e-mail mi è piaciuta molto. E' straordinario constatare che una persona come te, che ha tutto dalla vita, sia disposta a prendere in considerazione l'eventualità di lasciare tutto per divenire sposa di Gesù Cristo.

Dunque che cosa fare in concreto? Per il momento non parlare di vocazione né con i tuoi familiari (nemmeno se sono super-praticanti), né con le tue amiche, le quali potrebbero mettersi a ridere, soprattutto se sono persone neo-pagane che capiscono solo di discoteche, gossip, oroscopi, sfilate di moda, e altre vanità de genere.

Quale monastero contattare per fare qualche giorno di discernimento? Devi sceglierne uno di stretta osservanza. E' importante questo fatto. Se tu andassi in un monastero rilassato, non solo rischieresti di perdere la vocazione, ma anche la Fede, come è accaduto ad altri. Come probabilmente ti sarai accorta da sola, molti ordini religiosi non vivono più come i loro santi fondatori, ma vivono in maniera rilassata e secolarizzata, e in genere hanno poca attrattiva sui giovani. Gli ordini religiosi di stretta osservanza invece affascinano col loro stile di vita autenticamente evangelico, e spesso attirano numerose vocazioni.

Quando andrai in monastero per fare un'esperienza, ai tuoi amici e parenti non dirai che andrai a fare un ritiro vocazionale, ma accennerai solo ad un semplice ritiro spirituale per ritemprare lo spirito. Non si tratta di una bugia, ma al massimo di una “restrizione mentale” che non è nemmeno un peccato veniale, come insegnano vari manuali di Teologia Morale.

Che altro dirti? Affidati interamente alla Beata e Gloriosa Vergine Maria, che come insegnano dotti Autori (S. Bernardo di Chiaravalle, S. Alfonso Maria de Liguori, S. Massimiliano Maria Kolbe e tanti altri) è la Mediatrice di tutte le grazie, oltre che la nostra Mamma del Cielo.

Spero di esserti stato di qualche utilità, se hai qualche domanda da fare, io sono sempre a disposizione di tutti.

Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più fraterni saluti in Cristo Re e Maria Mediatrice,

Cordialiter